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Il futuro delle aziende? La slowbalization

Il futuro delle aziende? La slowbalization

Catene di approvvigionamento e di valore sempre più «resilienti, cognitive e inclusive»: così le imprese lungimiranti affronteranno il complesso quadro geopolitico internazionale. Gli investimenti di Fonderia Morini fin dal 2018 si muovono esattamente in questa direzione

«Slowbalization», questa la parola chiave suggerita dal World Manufacturing Forum (svoltosi lo scorso novembre a Brescia) per rendere più resilienti le catene di fornitura delle aziende. Il tutto parte dalla necessità di fermarsi un momento di fronte alla congiuntura attuale e riflettere su modelli di business e catene globali del valore. Certo, possiamo perpetuare acriticamente le dinamiche delle nostre attività, ma fare finta di nulla a fronte alle tensioni politiche internazionali, ai costi delle materie prime schizzati alle stelle, alle incertezze fatte di dazi in questo o quel Paese, fino alla perdurante spada di Damocle del Covid, sembra la strada più miope da intraprendere.

L’ultimo triennio ha sbriciolato l’assunto di fondo sui cui l’industria occidentale si basava e cioè la possibilità di approvvigionarsi di materie prime, a costi ragionevoli, ovunque nel mondo. La supply chain va completamente ripensata: ecco che allora il report scaturito dal WMF 2022 indica una strategia a più fattori per riuscirvi. Anzitutto avvicinando i fornitori per quanto possibile. E non solo geograficamente ma anche concettualmente, ossia lavorando su questo aspetto già in fase di design e progettazione dei futuri beni finiti, e includendo nella scelta dei fornitori non più solamente il prezzo più basso ma anche valutazioni sui rischi geopolitici legati ad alcune aree del pianeta e investimenti su figure che sappiano gestire una logistica delle materie prime diventata un rompicapo nuovo ogni giorno.

In questo scenario rientrano così in gioco soluzioni di fornitura inizialmente accantonate, magari meno competitive alla voce “nudo prezzo” ma inaspettatamente competitive proprio perché dotate di canali sicuri, che non rischiano interruzioni a causa di fattori esterni come le relazioni geopolitiche internazionali.

«Dalla globalizzazione del passato - conferma il presidente di Confindustria Lombardia Francesco Buzzella a Il Sole 24 ORE - stiamo passando ad una sorta di ‘slowbalization’, mentre in parallelo inflazione, nuovi protezionismi, rallentamento globale e calo di fiducia creano per le imprese nuove sfide. Ecco perché la produzione dovrà essere sempre più resiliente ai rischi, cognitiva, circolare, rapida e inclusiva».

Fonderia Morini competitiva dal 2018

La sfida è cominciata e la competitività d’impresa nel prossimo futuro si giocherà proprio sulla capacità di ogni soggetto di interpretare con rapidità e concretezza i repentini cambiamenti di questo macroscenario maculato e cangiante. Precorrendo i tempi, Fonderia Morini fin dal 2018 ha avviato una serie di investimenti proprio per affrancarsi dalle contingenze macroeconomiche. Il risultato? Una persistente competitività e una grande capacità di risposta alle istanze dei clienti anche in una situazione delicata per la siderurgia nazionale come quella dell’ultimo biennio: il rinnovamento verso Industria 4.0, avviato quattro anni fa, è stato solo il primo passo di un percorso che ha visto ampliamenti impiantistici e continue acquisizioni di nuovi macchinari, oltre a investimenti in software e formazione del personale nei nostri siti produttivi.

Il tutto prestando una costante attenzione alla riprogettazione delle fasi e dei cicli produttivi che consenta il massimo risparmio energetico e – last but non least – la miglior tutela ambientale.

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